Capitali d’Italia – Torino, Firenze e Roma: la loro storia

Firenze fu tra le capitali d'Italia insieme a Roma e TorinoNon sono tantissimi quelli che si ricordano che Firenze è stata per un periodo, seppur breve (dal 1865 al 1871), tra le capitali d’Italia, dopo Torino e prima di Roma.
Una piccola parentesi nella storia del nostro Paese, ma che comunque ha causato nella fisionomia della città uno stravolgimento non indifferente.
Firenze infatti, sotto la guida dell’architetto fiorentino Giuseppe Poggi, venne stravolta: furono sventrati interi quartieri medievali del centro storico, e, per fare spazio a nuovi viali larghi circa 40 metri, furono abbattute le mura trecentesche di Arnolfo di Cambio.

I palazzi storici esistenti invece diventarono i nuovi luoghi del potere.
Il re Vittorio Emanuele II, abbandonò Torino per prendere alloggio a Palazzo Pitti, che così diventò la nuova reggia. Il presidente del Consiglio La Marmora, dal canto suo, scelse come sede Palazzo Medici Riccardi, mentre il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio ospitò la Camera dei Deputati e il Ministero degli Affari Esteri. Il Senato infine occupò in un primo momento la Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio, per poi spostarsi nell’antico Teatro Mediceo degli Uffizi.

Tra le capitali d’Italia, Firenze fu la seconda ad assumere questo ruolo, subentrando a Torino e lasciando poi il passo a Roma.

Le cose andarono così: nel 1861 Torino, già capitale del Regno di Sardegna e proclamata capitale del nuovo Stato anche se, il 17 marzo dello stesso anno, Roma era già stata insignita del titolo di “capitale morale”. Infatti Roma e la maggior parte del Lazio costituivano ancora lo Stato della Chiesa, con il papa come sovrano e le truppe francesi di Napoleone III a protezione.

Per fare in modo che queste ultime si ritirassero dallo Stato pontificio, l’Italia, il 15 settembre 1864, stipulò con la Francia la Convenzione di settembre, con cui si impegnava a non invadere Roma e a proteggere il papa da attacchi esterni.
In cambio la Francia pretese dall’Italia che proclamasse una nuova capitale per dare dimostrazione di non essere più interessata a Roma.
La scelta cadde su Firenze, che fu capitale del regno d’Italia dal 1865 al 1871, anno in cui, dopo la breccia di Porta Pia che vide Pio IX costretto a ritirarsi da Roma con la sola concessione del Vaticano, del Laterano e della villa pontificia di Castel Gandolfo, Roma venne annessa al Regno d’Italia, di cui divenne la capitale.

Firenze e Roma non distano molto tra loro (le separa solo un’ora e venti di treno) perciò è una bella idea visitare entrambe, per rendersi conto della bellezza che unisce queste due capitali d’Italia e di quanto siano state importanti per la costruzione della storia del nostro Paese.
Roma è decisamente più grande di Firenze, perciò per farsi un’idea della città bisogna mettere in conto qualche giorno in più rispetto al capoluogo toscano. Visitare Roma in 3 giorni è il periodo di soggiorno ideale. Si ha infatti la possibilità di visitare i musei e le principali attrazioni, organizzandosi magari prima della partenza gli itinerari adatti ad una visita a Roma in 3 giorni che stabiliscano cosa vedere o fare a seconda degli interessi e del tempo che si vorrà dedicare ad ogni attrazione. La scelta delle tappe degli itinerari è vasta: da Piazza San Pietro a Piazza Navona, dal Colosseo al Pantheon, non dovete fare altro che decidere cosa visitare.
Così come per Firenze, la cosa migliore da fare è girare per la Capitale a piedi. Le distanze tra le principali attrazioni infatti lo permettono, specie se suddividete bene le cose da vedere a Roma nell’arco dei 3 giorni della vostra permanenza.

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