La Galleria degli Uffizi – Biglietti e Orari 2018

Visitare la Galleria degli Uffizi si rivelerà un’esperienza incredibile, che difficilmente potrete dimenticare. Anche se non siete fanatici dell’arte infatti non potrete non rimanere colpiti dalla bellezza e dalla straordinaria quantità di capolavori che essa custodisce.

Questa attrazione è d’obbligo nel vostro itinerario e nella lista di cosa vedere, specialmente se decidete di visitare Firenze in almeno due o tre giorni.

Come prenotare il biglietto

Gli Uffizi sono famosi in tutto il mondo, così come sono famose le code interminabili al suo ingresso che possono durare ore.
Per questo vi consigliamo di prenotare il biglietto on-line, salterete la fila e non comincerete la visita già stanchi! Ecco alcune soluzioni:

galleria uffizi: Get Your Guide

Uno dei musei più famosi al mondo

Gli Uffizi, situati a sud di Palazzo Vecchio, sono considerati il più antico museo d’Europa. A partire dal 1581, infatti, Francesco I volle che le collezioni granducali esposte nella Galleria fossero visibili a tutti coloro che ne facevano richiesta, dando il via così al moderno concetto di godimento pubblico delle opere, cioè al museo.
Il progetto dell’edificio fu realizzato dal Vasari nella seconda metà del XVI secolo, il quale realizzò anche il Corridoio Vasariano, il passaggio privato che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti attraverso gli Uffizi e il Ponte Vecchio. Veniva usato dai de Medici per spostarsi dalle stanze di casa agli uffici di Palazzo Vecchio senza uscire di casa.

GLI ORARI

Da martedì a domenica: 8.15-18.50
Dal 1 giugno al 30 settembre il martedì e il mercoledì aperti fino alle 22.00.
Chiusi tutti i lunedì, 1° Gennaio, 1° maggio, 25 dicembre

DOVE SI TROVANO

 

LE PRINCIPALI OPERE DEGLI UFFIZI

La venere di Botticelli, ospitata negli Uffizi di Firenze

All’interno del museo è ospitata una delle più grandi raccolte della pittura italiana al mondo. Si tratta della collezione privata dei de’ Medici lasciata in eredità a Firenze nel 1737 dall’ultima erede della famiglia, Anna Maria Ludovica, a condizione che non lasciasse mai la città. Successivamente, l’enorme quantità di opere venne smistata altrove e la Galleria, da metà Ottocento, divenne soprattutto una collezione di quadri.
La raccolta ospita un’infinità di capolavori  da vedere, tra i quali ne ricordiamo alcuni davvero imperdibili:

  • Il Tondo Doni di Michelangelo
  • L’Adorazione dei Magi e l’Annunciazione di Leonardo da Vinci
  • La Battaglia di San Romano di Paolo Uccello
  • La primavera e la Nascita di Venere di Botticelli
  • I dipinti di Federico da Montefeltro e Battista Sforza di Piero della Francesca
  • La Madonna Ruccellai di Duccio
  • La Madonna di Ognissanti di Giotto
  • Il Battesimo di Cristo di Andrea del Verrocchio
  • La Madonna del Cardellino di Raffaello 

Il Tondo Doni di Michelangelo

Tra le opere d’arte da vedere a Firenze vi è sicuramente il Tondo Doni di Michelangelo Buonarroti. L’opera, databile intorno al 1504, è uno dei capolavori indiscussi del maestro fiorentino. Uno dei primi esempi di manierismo, il tondo fu commissionato da una ricca famiglia di banchieri e si propose come magistrale rappresentazione in tempera grassa su tavola della Sacra Famiglia. In questa opera, l’arte scultorea dell’artista è stata trasposta su pittura, in uno delle rare opere pittoriche di Michelangelo (oltre agli affreschi realizzati durante il periodo romano dell’artista nella Cappella Sistina). La bellissima cornice, in legno a motivo intrecciato, impreziosisce ulteriormente il dipinto.

L’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci

L’adorazione dei magi fu una delle tematiche tanto care a tutto il repertorio artistico dell’arte fiorentina del 1400. Anche il maestro fiorentino Leonardo da Vinci si cimentò nella rappresentazione della famosa scena biblica, con un dipinto ad olio su tavola, questa volta, cambiando lo schema narrativo e mostrando una scena assolutamente diversa da quelle tradizionali: l’artista, infatti, concentra la scena sul Bambino e sulla sua natura divina. Il simbolismo degli elementi che incorniciano la scena (come gli ulivi e le palme) un chiaro rimando alla futura storia di Gesù Cristo, danno al dipinto una carica interpretativa originale e magistralmente studiata.

L’Annunciazione di Leonardo da Vinci

Come ne L’Adorazione dei Magi, anche la scena religiosa dell’annunciazione fu rivisitata in una nuova chiave interpretativa da Leonardo da Vinci con un dipinto ad olio e tempera su tela databile attorno al 1475. Il dipinto raffigura l’iconico momento dell’annuncio dell’angelo a Maria ma, stavolta, ambientato in un ambiente esterno, presumibilmente proprio fuori casa della Vergine. I personaggi della scena sono raffigurati con plasticità e rigore mostrando l’attimo subito successivo all’atterraggio dell’angelo e dalla stasi e l’accettazione da parte di Maria del proprio destino. L’uso del colore e delle luci, utilizzate soprattutto nel paesaggio in background della scena, riescono a conferire notevole profondità e prospettiva.

La Battaglia di San Romano di Paolo Uccello

La Battaglia di San Romano è in realtà un dipinto diviso in tre scene raffiguranti le storiche battaglie della storia del popolo fiorentino. Il quadro complessivo, in realtà, non esiste ma si tratta di un tre diverse sezioni dello stesso quadro divise tra il museo degli Uffizi, il Louvre di Parigi e la National Gallery di Londra. Visitare Firenze senza ammirare la parte centrale esposta agli Uffizi sarebbe un errore! Il dipinto, databile al 1438, raffigura la scena del Disarcionamento di Bernardino della Ciarda è infatti un vero e proprio capolavoro di prospettiva e tecnica pittorica.

La primavera di Botticelli

Sicuramente una delle opere più emblematiche dell’intero Rinascimento italiano, la primavera di Botticelli, databile attorno al 1482, rappresenta una scena mitologica con numerosi personaggi abilmente inseriti in un contesto naturalistico ampiamente dettagliato e curato. Negli anni si sono susseguite le interpretazioni circa il reale messaggio del dipinto ma, ancora oggi, è tanta l’aurea di mistero che aleggia sull’opera e sui reali motivi che spinsero Botticelli a scegliere proprio quei personaggi rispetto ad altri. L’abile uso del colore e la chiave umanistica che prevale su tutte come possibile interpretazione del dipinto lo hanno reso uno dei quadri più famosi dell’artista e del panorama fiorentino.

La Nascita di Venere di Botticelli

Insieme alla Primavera, anche la Nascita di Venere rappresenta il culmine dell’operato artistico di Botticelli, nonché simbolo della pittura rinascimentale fiorentina. Il quadro, sospeso tra allegoria e mitologia, è una chiara estensione della Primavera, accomunandoli sia i personaggi legati all’antica mitologia che alle numerose possibile interpretazioni di diversa matrice. Ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, la scena rappresenta la nascita della dea che, sospesa su una conchiglia in mezzo al mare, viene servita da un’ancella e accarezzata dai venti e da una pioggia di delicate rose. La tecnica e i materiali utilizzati impreziosiscono ancora di più quella che ad oggi risulta essere la prima vera rappresentazione pittorica su grande tela del panorama fiorentino.

I dipinti di Federico da Montefeltro e Battista Sforza di Piero della Francesca

Il celebre Doppio ritratto dei duchi di Urbino, risalente ad un periodo che va dal 1465 al 1472, è un dipinto ad olio su tavola commissionato a Piero della Francesca proprio dai due coniugi. I personaggi sono ritratti di profilo, con sguardo fiero e solenne cercando probabilmente di elevarli ad un rango superiore, quasi divino. Lo sfondo in lontananza con colori tenui e delicati e i forti colori dei personaggi, creano un contrasto abilmente studiato per creare una sorta di sospensione e metterne in mostra l’importanza. Oggi i due dipinti sono esposti separati sebbene, molto probabilmente, un tempo appartenessero entrambi ad un unico quadro.

La Madonna Ruccellai di Duccio

Questo dipinto, detto anche la Madonna dei Laudesi, raffigura la Madonna col Bambino in una scena che suggerisce maestosità e imponenza. Databile al 1285, il dipinto è in tempera e oro su tavola che mostra una Madonna insolita, raffinata, quasi sorridente contornata da numerosi angeli che sembrano quasi incorniciare la coppia divina. Ogni personaggio mostra un’ampia espressività dai toni docili e accondiscendenti. Il quadro è spiccatamente ispirato alla cultura pittorica bizantina, sia per quanto concerne l’utilizzo e la scelta di materiali e colori che per quanto riguarda proprio la scelta dei soggetti raffigurati in modo assolutamente insolito per l’arte italiana fiorentina dell’epoca.

La Madonna di Ognissanti di Giotto

Si tratta di una pala d’altare realizzata nel 1310 ed è uno dei primi dipinti a rompere quelle che erano le tradizioni pittoriche incentrate sul pieno rispetto dei canoni bizantini dell’epoca. Giotto, dall’alto della sua voglia di ricreare opere ben studiate e soprattutto magistralmente strutturate, ricreò il celebre tema della Madonna con Bambino riponendo la coppia divina in uno spazio definito rappresentato dal trono che ne conferma la maestosità. Un’altra novità fu la scelta di umanizzare i personaggi con sguardi devoti da parte degli angeli e la madonna che, tenendo in braccio il Bambino, con sguardo fiero e sicuro gli tiene la piccola manina, in un gesto d’affetto assolutamente nuovo al genere.

Il Battesimo di Cristo di Andrea del Verrocchio

Il dipinto, datato al 1470, fu realizzato presso la bottega del Verrocchio da quest’ultimo e con la collaborazione di altri artisti praticanti presso la bottega fiorentina, come ad esempio Leonardo da Vinci. Il quadro mostra la famosa scena evangelica in modo assolutamente innovativo ed originale con una struttura particolare che, partendo dalle mani divine che concedono il battesimo a Cristo, irradia tutta la scena dall’alto verso il basso, in una composizione magistralmente strutturata. I volti provati dall’evento e la presenza di aureole su tutti i personaggi, sono simbolo di alta divinità e purezza, caricando di maggiore importanza religiosa e spirituale tutto il quadro.

La Madonna del Cardellino di Raffaello

Il dipinto ad olio, probabilmente databile al 1506, è una delle maggiori opere di Raffaello Sanzio, nonché una delle più innovative raffigurazioni della Vergine Maria. Raffigurata in un momento intimo di estrema umanità, la Vergine è intenta a seguire Gesù e San Giovannino nei loro primi anni di vita mentre giocano con un cardellino. La plasticità della scena e la scelta di colori in contrasto dall’alto valore simbolico (il rosso che è la passione di Cristo e il blu rappresentante la chiesa), uniti alla grandissima espressività dei personaggi rende tutto il dipinto una delle opere più mature e complete dell’artista fiorentino.

Nota: sono state appena aperte le nuove sale dedicate al Caravaggio e ai pittori del Seicento. Le stanze, dallo sfondo cremisi, sono 8 e offrono la possibilità di ammirare opere del Caravaggio ( tra le altre, Scudo con testa di Medusa, Bacco con la coppa del vino e il Sacrifico di Isacco, al momento in prestito e visibile da giugno), ma anche tele di altri grandi del ‘600 come Artemisia Gentileschi,Velasquez, Van Dyck e Rubens.

LE ALTRE OPERE DEGLI UFFIZI

Accanto all’arte toscana dei secoli XVIII-XVI troverete anche un gran numero di artisti veneti e lombardi (Caravaggio e Tiziano sopra tutto) e dell’Europa del Nord (Rembrandt, Rubens, Bruegel, per citarne alcuni)

Al piano terra i tre lati del museo sono caratterizzati da una grande ed elegante loggiato, dove in 28 nicchie trovano collocazione le sculture di alcuni illustri toscani: Galileo Galilei, Niccolò Machiavelli, Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio, Francesco Petrarca , Leonardo da Vinci, Amerigo Vespucci.
Al primo piano nobile della Galleria è inoltre ospitato il Gabinetto Disegni e Stampe, dove sono esposti circa 150.000 disegni e stampe, che spaziano dalla fine del Trecento al XX secolo.
Assolutamente da vedere i disegni di Michelangelo e Leonardo, dei quali ci sono anche i disegni preparatori di opere purtroppo perdute.
La sala espositiva si può visitare con lo stesso biglietto di ingresso alla Galleria degli Uffizi.

#Uffizi #Firenze

 

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