La Basilica di Santa Maria Novella

La Basilica di Santa Maria Novella è sicuramente una delle principali attrazioni di Firenze che non dovete perdervi durante il vostro soggiorno in città. Se arrivate in treno sarà la prima cosa che potrete vedere perchè si trova immediatamente a sud della stazione omonima. Può essere quindi la prima tappa del vostro itinerario per visitare Firenze in 3 giorni (ma anche in 1,2 o in quanti giorni volete!).

Se avete poco tempo o semplicemente non volete perdere tempo all’ingresso, vi suggeriamo di procurarvi il biglietto on line, che vi darà diritto all’accesso prioritario.

La basilica di Santa Maria Novella fu iniziata alla fine del XIII secolo come sede fiorentina dell’ordine domenicano. Quasi ultimata nel 1360, i lavori sulla facciata e l’abbellimento dell’interno proseguirono fino a buona parte del XV secolo.

La raffinata parte superiore della facciata, progettata da Leon Battista Alberti (così come la porta principale) ha influenzato generazioni di architetti con i suoi motivi classici e il perfetto equilibrio geometrico. Furono entrambe completate attorno al 1470.
La parte inferiore, in marmo verde e bianco mostra la transizione dallo stile romanico a quello gotico.

All’interno della navata di sinistra si trova l’opera di maggior spicco: il superbo affresco della Trinità (1427) di Masaccio, che rappresenta uno dei capolavori dell’arte rinascimentale per lo scenario tipicamente classico e per l’impianto prospettico quasi perfetto. E’ una delle prime opere in cui furono utilizzate le tecniche della prospettiva e delle proporzioni.

Un crocifisso del Brunelleschi sormonta l’altare della Cappella Gondi.

 

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Da notare le inquietanti parole scritte sullo scheletro: “io fui già quel che voi siete, e quel ch’i’ son voi anco sarete”.
Splendidi anche i cicli di affreschi, in modo particolare quelli vivaci di Filippino Lippi che raffigurano la vita di Giovanni Evangelista e San Filippo Apostolo (nella Cappella Strozzi, a destra dell’altare).

Degni di nota anche quelli di Domenico Ghirlandaio, che ritraggono episodi della vita della Vergine Maria, di San Giovanni e di altri personaggi (nella Cappella Tornabuoni) notevoli perchè riportano uno spaccato di vita fiorentina durante il Rinascimento. La vergine è raffigurata nei panni di una nobile fiorentina dell’epoca e sono ritratti anche membri della famiglia committente, i Tornabuoni.

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