attrazioni

Santa Maria del Fiore e il complesso del Duomo

Il suo nome allude al giglio, simbolo della città in cui si trova ed è una delle attrazioni principali di Firenze: è la cattedrale di Santa Maria del Fiore, terza chiesa più grande del mondo. È infatti lunga 160 m, larga 43 m, il suo transetto si estende per 90 metri, mentre la cupola interna (dal pavimento alla lanterna) si innalza anch’essa per 90 m.
Iniziata da Arnolfo di Cambio nel 1296, venne portata a termine in quasi 150 anni. A testimoniare questo lungo lasso di tempo intercorso tra la posa della prima pietra e il completamento della cattedrale, rimangono le diversità di stile rilevate nelle sue diverse parti.

Santa Maria del Fiore, con la sua Cupola del Brunelleschi insieme all’elegante Campanile di Giotto, che le sorge accanto e il Battistero di San Giovanni, valgono da soli un viaggio a Firenze. Proprio per questo le code all’ingresso sono molto lunghe. Per evitare di perdere tempo facendo la fila vi consigliamo quindi di acquistare il biglietto on line che vi consentirà di avere diritto all’accesso prioritario al tutto il complesso del Duomo.
Vi ricordiamo che per salire sulla cupola del Brunelleschi è obbligatorio effettuare la prenotazione. Potrete farlo dall’ingresso alla Cupola presso la biglietteria dell’Opera del Duomo

Fate molta attenzione all’abbigliamento che adotterete per la vostra visita: è infatti necessario rispettare il codice di abbigliamento (pena il rifiuto dell’accesso), quindi niente maglie senza maniche o pantaloncini. Le ginocchia e le spalle devono essere coperte sia per gli uomini che per le donne.

L’ESTERNO DI SANTA MARIA DEL FIORE

L’attuale facciata risale alla fine del XIX secolo. L’architetto che la progettò (Emilio De Fabris ) si ispirò ai fianchi della cattedrale, risalenti per la maggior parte al XIV secolo. Nel fianco meridionale, in prossimità della tribuna si trova la Porta dei Canonici, realizzata in stile gotico antico alla metà del Trecento. Degni di nota sono i 3 absidi progettati in modo da sembrare i petali di un fiore, il cui gambo è la navata centrale. Dopo le absidi, sul fianco settentrionale c’è la Porta della Mandorla, dell’inizio del Quattrocento. si chiama così per via del rilievo della vergine racchiuso in una cornice a forma di mandorla.

L’INTERNO DI SANTA MARIA DEL FIORE

L’interno, vasto e severo, contrasta con l’impatto visivo dell’esterno.
Sulla navata si sinistra vi sono due enormi affreschi dedicati a due condottieri al servizio di Firenze: Niccolò da Tolentino di Andrea del Castagno e Giovanni Acuto di Paolo Uccello.
Sotto la cupola una serie di affreschi del Vasari ritraggono il Giudizio Universale. Sotto gli affreschi è situato il Coro ottagonale. Lungo il transetto invece si aprono le tre absidi, separate dalle due sagrestie e ognuna ripartita in cinque cappelle.
Assolutamente degne di nota sono le vetrate policrome, tra le più belle d’Italia, realizzate da Donatello, Andrea del Castagno, Paolo Uccello e Lorenzo Ghiberti.

LA CUPOLA DEL BRUNELLESCHI

Quest’opera di alta ingegneria, costituita da due calotte di forma ogivale e collegate tra loro, è stata in grado di resistere ai fulmini, ai terremoti, al passare dei secoli e oggi come nel Quattrocento incanta chiunque la osservi da lontano. Il diametro della cupola è di 45,5 metri, le stesse dimensioni dell’intero battistero. Per realizzarla il Brunelleschi impiegò ben 14 anni (dal 1420 al 1434). La grandissima innovazione della sua costruzione fu quella di voltare la Cupola senza armature. Venne usata infatti una doppia volta con un’intercapedine di cui l’interna (dello spessore di oltre due metri) era realizzata con conci a spina di pesce, e aveva una funzione strutturale, (essendo autoportante) e quella esterna solo di copertura.
Sulla cupola c’è la lanterna, con copertura a cono, e la palla di rame dorato con la croce che contiene reliquie sacre, realizzata da Andrea del Verrocchio.
L’interno della cupola presenta affreschi sul tema del Giudizio Universale realizzati dal Giorgio Vasari e Federico Zuccari.

IL CAMPANILE DI GIOTTO

Come Santa Maria del Fiore, è rivestito di marmi bianchi, rossi e verdi. A base quadrata, il maestoso campanile è considerato il più bello d’Italia. Giotto progettò e iniziò la sua costruzione nel 1334, ma morì solo 3 anni dopo. Proseguirono la sua opera Andrea Pisani e Francesco Talenti. Il Campanile di Giotto è alto 84,5 metri e si possono salire i suoi 414 scalini. La decorazione esterna a lunette dei primi due piani presenta bassorilievi sul tema della Creazione dell’uomo, per illustrare le sue varie attività. I bassorilievi della seconda fascia ritraggono invece i pianeti, le Virtù Cardinali, le Arti e i Sacramenti. Le sculture che raffigurano i profeti e le sibille , nelle nicchie dei piani superiori, sono delle copie. Gli originali sono al Museo dell’Opera del Duomo.
In cima al campanile si trova una terrazza realizzata dall’opera di Francesco Talenti e che funge da tetto panoramico. Il Talenti portò a termine i Campanile nel 1359, dopo gli anni terribili della peste nera.

 

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Ponte Vecchio – Curiosità

Simbolo di Firenze per antonomasia, Ponte Vecchio è una delle attrazioni principali della città, che ogni turista non può escludere dal suo itinerario. Attraversa l’Arno nel suo punto più stretto e rappresenta il primo e più antico ponte di Firenze. Risale infatti all’epoca romana, quando venne realizzato in legno, e nel corso del tempo fu più volte danneggiato. L’ultimo danneggiamento è datato 3-4 novembre 1333. Nel 1345,  fu ricostruito d’allievo di Giotto, Taddeo Gaddi, su tre archi, più profondi e più resistenti all’impeto dell’acqua. La sua bellezza gli portò fortuna, poiché, così si racconta, grazie ad essa, fu fatto risparmiare da Hitler dai bombardamenti del 1944.

Di seguito vi riportiamo alcune curiosità di cui forse non eravate al corrente e che vi permetteranno di visitare Ponte Vecchio scoprendone tutti i segreti.

La meridiana

In alto sull’angolo della bottega che delimita la terrazza ovest che ospita il busto di Benvenuto Cellini, si trova una meridiana particolare, a forma di mezzaluna, che rappresenta l’ultima testimonianza del ponte trecentesco. L’iscrizione sul basamento dell’orologio solare spiega che venne collocato nel 1345 in occasione della ricostruzione del ponte.

Le arcate ribassate

Ponte Vecchio fu il primo ponte in cui vennero usati nella sua costruzione (del 1345 ad opera di Taddeo Gaddi) gli archi ribassati. Questa tecnica del tutto nuova, permise di avere meno campate (tre al posto di cinque) e più grandi, facendo così in modo che i detriti e le piante che avrebbero potuto distruggere il ponte, potessero fluire con più facilità.
Lungo tutto il suo passaggio è fiancheggiato da due file di botteghe artigiane, ricavate in portici chiusi. Ai quattro angoli della costruzione erano situate 4 torri che ne controllavano l’accesso.

La Torre dei Mannelli

All’estremità sud del ponte, il Corridoio Vasariano gira attorno ad una torre, quella dei Mannelli, unica sopravvissuta delle 4 che erano agli angoli a difesa della costruzione.
La Famiglia Mannelli fu la sola che fece opposizione al passaggio del Corridoio attraverso la loro proprietà, costringendo Vasari a progettare questo tratto completamente a sbalzo su mensole per aggirare la torre.

Le botteghe di Ponte Vecchio

In periodo medievale era sede di botteghe di macellai e verdurai. Era infatti stato imposto dall’autorità cittadina che i macellai vi  si riunissero per preservare la pulizia delle case del centro ed evitare così gli odori e gli scarti delle carni che venivano trasportate dalle strade all’Arno.
Dopo la costruzione del Corridoio Vasariano , nel 1565, si trovò inopportuna la presenza di queste botteghe e nel 1593 si decise di sfrattare i macellai, concedendole invece agli artigiani e agli orafi, attive tutt’oggi.

Il Corridoio Vasariano

Costruito nel 1565 da Giorgio Vasari per Cosimo I De’ Medici, il corridoio lungo circa un chilometro che passa sopra il ponte, metteva in comunicazione il centro politico e amministrativo di Palazzo Vecchio, con Palazzo Pitti, che ai tempi era ancora abitazione privata dei De’ Medici.
Durante il periodo della liberazione, il Corridoio Vasariano fu l’unico modo di passare dalla parte nord alla parte su di Firenze.

Le finestre di Mussolini

Nello slargo centrale del ponte si trovano le grandi finestre fatte realizzare nel 1939 da Benito Mussolini in occasione della visita di Hitler a Firenze, per permettergli di ammirare il panorama della città verso Ponte Santa Trinità. Si dice che egli fu colpito da questa vista e dispose di non bombardare il ponte nel 1944.

Se volete godervi uno spettacolo veramente romantico quando il sole comincia a tramontare andate al Ponte Santa Trinità. Quando la luce comincia ad affievolirsi giratevi verso Ponte Vecchio ad est e vedrete le luci delle antiche oreficerie scintillare sulle acque dell’Arno, che diventano via via più scure.

Visita a Palazzo Vecchio

Chi visita Palazzo Vecchio non si pente di averlo inserito come tappa del suo itinerario per visitare Firenze. E’ infatti una delle attrazioni principali, simbolo della città e sicuramente un must imprescindibile, anche solo se si viene a Firenze per un giorno.
Se siete fan di Dan Brown e avete letto Inferno, non potete perdervi Palazzo Vecchio, perchè è uno dei luoghi dove è stato girato il film tratto dal romanzo.

STORIA

Noto in precedenza come Palazzo della Signoria, venne costruito da Arnolfo di Cambio tra il 1298 e il 1314 ed è la sede storica del governo fiorentino.
Fatto edificare per i priori che governavano Firenze, divenne famoso come palazzo della Signoria perchè così si chiamava la suprema magistratura della città.

Nel 1540 Cosimo I de’ Medici si trasferì qui dal Palazzo Medici e e la fece quindi diventare la sua residenza e la sede del governo. Cosimo affidò poi al Vasari il compito di apportare modifiche all’interno, creando nuovi appartamenti e decorazioni che lo arricchissero. La moglie di Cosimo I, Eleonora di Toledo,  però non lo amava molto e preferì acquistare Palazzo Pitti.

Passò un po’ di tempo prima che le modifiche a quest’ultimo fossero finite  (nel mentre Eleonora morì) ma la famiglia si trasferì lo stesso nel 1549. così Palazzo della Signoria  venne chiamato Palazzo Vecchio.

Palazzo Vecchio a Firenze - Salone dei Cinquecento

SALONE DEI CINQUECENTO

Chi visita Palazzo Vecchio, entrando da Piazza della Signoria, accede prima alla corte, che Michelozzo modificò nel 1470 secondo lo stile di inizio Rinascimento. Un secolo dopo, quando Francesco de’ Medici sposò Giovanna d’Austria, vennero aggiunte le decorazioni con le vedute dell’impero asburgico.
Da qui si passa nel Cortile della Dogana, a lato del quale si trova la biglietteria. Attraverso una scalinata si sale al bellissimo Salone dei Cinquecento, creato all’interno dell’edificio originale nell’ultimo decennio del Quattrocento per ospitare il Consiglio dei Cinquecento, che si era formato sotto la repubblica del Savonarola. Più tardi venne trasformata da Cosimo I in una magnifica ostentazione del suo potere. All’incirca attorno al 1560 il soffitto venne sollevato di ben 7 metri e decorato dal Vasari.

QUARTIERI

Dal Salone dei Cinquecento si entra poi nel Quartiere di Leone X, che porta questo nome dal Papa dei Medici. Salendo al piano superiore si passa nel Quartiere degli elementi, una serie di stanze e terrazze dedicate a divinità pagane. Quella di Giunone ospita la scultura originale del Putto col delfino del Verrocchio.

Da questa stanza un passaggio sopra il Salone dei Cinquecento conduce al Quartiere di Eleonora, gli appartamenti della moglie di Cosimo I. la parte più bella è la cappella di Eleonora subito a destra accanto all’entrata. Attraversando diverse altre sale si arriva alla Sala dell’ Udienza, dove i priori amministravano la giustizia nella Firenze medievale.

Visita a Palazzo Vecchi a Firenze: la Sala del Giglio

La visita Palazzo Vecchio porta poi alla Sala dei Gigli che prende il nome dal fatto che tre pareti sono decorate con gigli, il simbolo della monarchia francese (La francia aveva sempre dimostrato benevolenza nei confronti di Firenze). Sulla parete di fondo si trova l’affresco di Domenico Ghirlandaio. La sala inoltre ospita il gruppo bronzeo originale della Giuditta e Oloferne di Donatello.

Vicino a questa stanza c’è la cancelleria, dove per un breve periodo lavorò Machiavelli. A lato della Sala del Giglio si trova invece la splendida Sala delle carte geografiche, con le pareti ricoperte da carte del XVI secolo che raffigurano tutto il mondo conosciuto.
Uscendo dalla Sala del Giglio è possibile salire le scale fino agli spalti merlati da cui si godono bei panorami di Firenze.

 

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Palazzo Vecchio – Alcune interessanti curiosità

Palazzo Vecchio con la sua Torre di Arnolfo (94 metri di altezza) dalle splendide merlature, insieme a Santa Maria del Fiore e al David di Michelangelo è da sempre il simbolo della città di Firenze.
Noto in precedenza come Palazzo della Signoria, Palazzo Vecchio, fvenne fatto edificare da Arnolfo di Cambio tra il 1298 e il 1314, ed è stata sempre la sede storica del governo Fiorentino
Nel periodo in cui Firenze è stata capitale d’Italia (dal 1865 al 1871) l’edificio ha ospitato il Parlamento Italiano e prima dell’Unità d’Italia per secoli ha rappresentato la sede del Granducato di Toscana e della Signoria del Medici. Oggi è sede centrale e museo del Comune di Firenze.
È assolutamente tra le attrazioni principali da vedere se decidete di visitare Firenze.

Sono tante le curiosità che riguardano Palazzo Vecchio che forse vi farà piacere sapere.
Qui di seguito vi proponiamo un piccolo elenco delle curiosità principali da scoprire.

Il cambio della Guardia

Anche Palazzo Vecchio ha la sua cerimonia del cambio della Guardia
Negli anni dell’assedio del 1529/30, quando Carlo V volle riportare in città i de Medici assediando la città, Firenze aveva un proprio esercito cittadino. Palazzo Vecchio veniva protetto da un gruppo militare dell’Esercito della Repubblica Fiorentina: erano i Fanti di Palazzo, all’occasione sostituiti dai numerosi diversi altri gruppi militari.
Si può assistere alla cerimonia del cambio della guardia (orario 9.00 – 10.00 – 11.00 – 12.00 – 13.00) o la prima domenica del mese o in occasione della domenica metropolitana (un’ampia offerta di visite e attività nei Musei Civici Fiorentini).
Il cambio della guardia si svolge così: Il Gonfalone di Firenze o del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina si posiziona al centro dell’Arengario, due Militi armati vengono posizionati ai lati dello stesso a Guardia del Simbolo Cittadino e del Palazzo del Potere, il Capitano e un Ufficiale completano la Guardia. A scandire la cerimonia ci sono il rullo imperiale dei Tamburini, gli squilli di Chiarine, i movimenti sincronizzati all’usanza militare dell’epoca.

Il volto di Michelangelo

Sulla sinistra della rampa di accesso a Palazzo Vecchio, al di là del gruppo di sculture raffiguranti Ercole e Caco, si può scorgere il volto di un uomo di profilo, realizzato in maniera non molto definita. La tradizione vuole che l’autore sia Michelangelo. Su chi sia l’uomo ritratto ci sono diverse ipotesi: o che fosse un condannato a morte o un suo debitore che lo infastidiva particolarmente. Quel che certo però è che non tutti potevano scolpire qualche cosa sul muro di un palazzo così importante e che quindi l’autore fosse qualcuno su cui la guardia avesse potuto sorvolare.

La Madonna dell’Ufo

Nella sala si Ercole è conservata una Madonna col Bambino e San Giovannino su cui si discute la attribuzione. È chiamata popolarmente la Madonna dell’Ufo a causa di un oggetto volante non ben identificato che è dipinto sul cielo sullo sfondo. È qualche cosa di grigio con raggi dorati al quale guardano due personaggi sullo sfondo. Rappresenta una delle fonti iconografiche più antiche citate nel campo dell’ufologia.

Il municipio della città di Fürth

Il municipio della città di Fürth in Germania, costruito tra il 1840 e il 1844 vuole essere unimitazione di Palazzo Vecchio.

È asimmetrico

Una cosa molto strana per il periodo. Infatti sul lato sinistro del palazzo sono presenti 3 file di finestre mentre sull’altro no. Questo si spiega perchè da una parte vennero abbattute diverse case, dal lato degli Uffizi invece non c’era spazio poiché c’era la chiesa di San Piero di Schieraggio che venne poi distrutta.

Le merlature di Palazzo Vecchio

Il ballatoio presenta merlature guelfe, mentre la Torre di Arnolfo ha merlature a coda di rondine, perciò ghibelline. Questo fatto risulta strano perchè nel periodo in cui fu ultimata la torre i Ghibellini erano stati definitivamente esiliati dalla città.

Le finestre

Quelle in corrispondenza della torre risultano murate, perchè quest’ultima, che parte direttamente dal terreno, fu costruita su una casa torre che apparteneva alla famiglia Vacca. In onore di questa famiglia, oggi rimane la via di fronte a Palazzo Vecchio dal nome Via Vacchereccia.

La battaglia di Anghiari di Leonardo

La battaglia di Anghiari che Leonardo dipinse nel Salone dei Cinquecento sarebbe nascosta da una intercapedine dietro il muro su cui Vasari nel XVI realizzo l’affresco Battaglia di Marciano della Chiana. Il Vasari lo avrebbe fatto proprio per preservare l’opera del grande maestro.
L’esistenza di questo escamotage messo in atto dal Vasari parrebbe provata dalla presenza di una strana scritta che appare nel dipinto la Battaglia di Marciano. Su uno degli stendardi portati dai soldati compare la scritta CERCA TROVA.
Questo particolare viene anche ripreso nel libro di Dan Brown, e del film ad esso ispirato, Inferno.

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Lo spettacolo delle Cappelle medicee

Le Cappelle Medicee sono sicuramente  tra i posti da visitare a Firenze . Rientrano nel complesso monumentale di San Lorenzo, comprendente l’omonima Basilica e rappresentano una delle attrazioni certamente da aggiungere alla lista di cosa vedere a Firenze, specie se vi fermate per più giorni.
Le Cappelle Medicee ospitano le sepolture dei membri della famiglia Medici a partire dal Quattrocento, in particolar modo quella di Giuliano e Lorenzo de Medici, opera di Michelangelo e situate nella Sagrestia Nuova, capolavoro dell’architettura e scultura del Rinascimento. Maestose e sobrie all’esterno, all’interno sono uno scrigno incrostato di pietre dure.

La Cappella dei Principi

Entrati nel museo si accede ad una cripta in cui sono sepolti alcuni granduchi di Toscana insieme alle loro consorti, che rappresentano membri meno illustri della famiglia Medici.
Dalla cripta, una scala sale alla Cappella dei Principi, una sala (larga oltre 30 metri e alta circa 60 metri) che vi lascerà sbalorditi. La pianta ottagonale ed è coperta dalla cupola, disegnata dal Buontalenti. La sala non è tanto concepita come un luogo per la meditazione religiosa, ma piuttosto come un mausoleo che dimostrasse eternamente il ruolo politico e culturale dei Medici e rendesse la loro fama illimitata. Maestosa e sobria all’esterno, all’interno la cappella è uno scrigno incrostato di pietre dure.
La sala è sontuosamente decorata da cima a fondo con vari tipi di marmo, granito e altre e altre pietre. A spezzare la colossale magnificenza del marmo sono gli intarsi decorativi realizzati con pietre dure scelte e tagliate con estrema cura.

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Cappelle medicee a Firenze - Le sculture della Sagrestia Nuova

Proprio per decorare questa cappella Ferdinando I commissionò la creazione dell’Opificio delle Pietre Dure, un laboratorio di artisti esistenti tuttoggi. Nelle nicchie, che ancora adesso sono vuote, dovevano essere collocate le statue dei grandi della famiglia, ma nessuno riuscì a portare a termine il progetto. Vennero infatti realizzati solo il bronzo di Ferdinando I e quello parzialmente dorato di Cosimo II.
Percorrendo un corridoio arriverete dalla Cappella dei Principi alla Sagrestia Nuova (porta questo nome per distinguerla dalla Sagrestia Vecchia) che venne progettata e in parte realizzata dal grande Michelangelo. Era destinata ad accogliere le tombe dei Medici.
Contro un organismo architettonico marmoreo si stagliano i sarcofagi caratterizzati da coperchi ellittici su cui si posano le bellissime allegorie del Giorno e della Notte (che ornano la tomba di Giuliano) e quelle dell’Aurora e del Crepuscolo (sulla tomba di Lorenzo).

Palazzo Pitti- La storia e i musei

Nell’elenco di cosa vedere a Firenze, Palazzo Pitti compare sicuramente tra i primi posti. L’edificio è infatti tra le attrazioni principali della città, che val davvero la pena vedere.
Ospita al suo interno diversi musei: la Galleria Palatina, la Galleria d’Arte Moderna, il Museo degli Argenti, il Museo delle Porcellane, il Museo del Costume e il Museo delle Carrozze. Vederli tutti è difficile, noi vi consigliamo di non perdervi assolutamente la Galleria Palatina o la Galleria d’Arte Moderna. Per risparmiare tempo prezioso da dedicare alla visita la cosa migliore è acquistare il biglietto on line che vi permetterà di saltare le lunghe code.

Quando i Pitti, famiglia di ricchi mercanti e rivale dei de Medici, affidarono al Brunelleschi la progettazione del palazzo pensarono in grande. La costruzione rappresenta infatti uno dei più grandi esempi architettonici di Firenze.
Iniziato nel 1458, occupava lo spazio compreso tra le sette finestre del secondo e del terzo piano. Nel 1549 i Pitti, ormai impoveriti, lo vendettero ai Medici. Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo de Medici, lo volle perchè trovava Palazzo Vecchio clasustrofobico.
Eleonora avviò i lavori di ampliamento che proseguirono fino al 1939. Nonostante i rifacimenti il progetto del Brunelleschi venne rispettato tanto che oggi non è facile distinguere le diverse fasi di costruzione.
Estinta la famiglia Medici il palazzo rimase la residenza dei governanti della città, i duchi di Lorena e poi dei loro successori austriaci e napoleonici.
Quando Firenze fu capitale d’Italia, nel 1865, l’edificio diventò la residenza dei Savoia che lo donnarono allo stato nel 1919.

CURIOSITA’ SU PALAZZO PITTI

La facciata di Palazzo Pitti è molto estesa (200 mt di lunghezza per più di 30 mt di altezza) ed è realizzata a bugnato rustico a sporgenza digradante (pietre più grandi alla base e più piccole e raffinate ai piani superiori). La stessa tecnica di costruzione si trova in molti nobili palazzi fiorentini. Alla base della facciata se fate attenzione trovate, sulla sinistra rispetto al portone centrale (guardando la facciata, tra due finestre a circa due metri di altezza da terra), due pietre decisamente diverse fra loro: una molto lunga, di circa 10 metri, e una molto corta, neanche mezzo metro.
La leggenda vuole che le pietre vennero messe vicine per volere di Luca Pitti, perchè rappresentassero, quella lunga, la sua potenza, e quella corta la debolezza dei suoi rivali, molto invidiosi di lui.

I MUSEI

 

Galleria Palatina

La Galleria Palatina si estende per tutta l’intera ala sinistra del primo piano di Palazzo Pitti, un tempo residenza dei Medici. Ospita un’importante e grande collezione comprendente opere di Raffaello, TizianoCorreggio, Rubens, Piero da Cortona ed altri grandi maestri italiani ed europei del rinascimentali e barocchi.

La galleria di Arte Moderna

Ubicata al secondo piano di Palazzo Pitti ospita una bella collezione di quadri e sculture moderne, principalmente italiani, dal tardo Settecento alla Prima Guerra Mondiale, oltre ad opere di alcuni Macchiaioli e di artisti italiani a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

Museo degli argenti

Comprende una collezione molto ricca di oggetti preziosi, molti dei quali commissionati dai Medici. Le opere d’arte frutto di botteghe fiorentine e straniere ed includono vasi di cristallo e artefatti in pietre dure, avorio, gemme, argento, così come cammei, tappeti e orologi. È situati nell’ala sinistra dell’edificio.

Museo delle porcellane

Il museo è ospitato nel Casino del Cavaliere, in cima alla collina di Boboli. La collezione è formata principalmente da serviti da tavolo in porcellana dei Granduchi e delle famiglia dei Medici, Lorena e Savoia. Si tratta di una raccolta principesca composta da pezzi unici creati appositamente per la corte granducale, oppure ricevuti in dono dagli altri regnanti europei. Fanno parte del museo anche le porcellane locali di Doccia, usate quotidianamente dai granduchi.

Galleria del costume

Ubicata nella set nella settecentesca Palazzina della Meridiana, ala di Palazzo Pitti che si affaccia su Giardino di Boboli è l’unico museo sulla storia della moda in Italia e uno dei più importanti al mondo. La collezione è costituita da oltre 6000 pezzi tra cui abiti, costumi teatrali e accessori che vanno dal Cinquecento al Novecento e, data la mole dei pezzi esposti, viene cambiata ogni due anni a rotazione.

Museo delle carrozze

Ubicato nel rondò di destra di Palazzo Pitti, venne costruito nel XVIII secolo. Ospita una serie di carrozze del XVIII e XIX secolo, appartenute soprattutto alla corte dei Lorena e ai Savoia. Da vedere è la carrozza riccamente decorata di inizio Ottocento che fu, originariamente, di Ferdinando II re di Napoli e che arrivò a Firenze con i Savoia e le tre sfarzose berline in legno scolpito, dipinto e dorato, eseguite a Firenze nel 1818.

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La Galleria degli Uffizi

La Basilica di Santa Maria Novella

La Basilica di Santa Maria Novella è sicuramente una delle principali attrazioni di Firenze che non dovete perdervi durante il vostro soggiorno in città. Se arrivate in treno sarà la prima cosa che potrete vedere perchè si trova immediatamente a sud della stazione omonima. Può essere quindi la prima tappa del vostro itinerario per visitare Firenze in 3 giorni (ma anche in 1,2 o in quanti giorni volete!).

Se avete poco tempo o semplicemente non volete perdere tempo all’ingresso, vi suggeriamo di procurarvi il biglietto on line, che vi darà diritto all’accesso prioritario.

La basilica di Santa Maria Novella fu iniziata alla fine del XIII secolo come sede fiorentina dell’ordine domenicano. Quasi ultimata nel 1360, i lavori sulla facciata e l’abbellimento dell’interno proseguirono fino a buona parte del XV secolo.

La raffinata parte superiore della facciata, progettata da Leon Battista Alberti (così come la porta principale) ha influenzato generazioni di architetti con i suoi motivi classici e il perfetto equilibrio geometrico. Furono entrambe completate attorno al 1470.
La parte inferiore, in marmo verde e bianco mostra la transizione dallo stile romanico a quello gotico.

All’interno della navata di sinistra si trova l’opera di maggior spicco: il superbo affresco della Trinità (1427) di Masaccio, che rappresenta uno dei capolavori dell’arte rinascimentale per lo scenario tipicamente classico e per l’impianto prospettico quasi perfetto. E’ una delle prime opere in cui furono utilizzate le tecniche della prospettiva e delle proporzioni.

Un crocifisso del Brunelleschi sormonta l’altare della Cappella Gondi.

 

Gli hotel nel quartiere di Santa Maria Novella

Da notare le inquietanti parole scritte sullo scheletro: “io fui già quel che voi siete, e quel ch’i’ son voi anco sarete”.
Splendidi anche i cicli di affreschi, in modo particolare quelli vivaci di Filippino Lippi che raffigurano la vita di Giovanni Evangelista e San Filippo Apostolo (nella Cappella Strozzi, a destra dell’altare).

Degni di nota anche quelli di Domenico Ghirlandaio, che ritraggono episodi della vita della Vergine Maria, di San Giovanni e di altri personaggi (nella Cappella Tornabuoni) notevoli perchè riportano uno spaccato di vita fiorentina durante il Rinascimento. La vergine è raffigurata nei panni di una nobile fiorentina dell’epoca e sono ritratti anche membri della famiglia committente, i Tornabuoni.

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I 5 monumenti di Firenze assolutamente da non perdere

1.Santa Maria del Fiore

Il Duomo, una della attrazioni principali di Firenze. Biglietti on line salta la coda

Santa Maria del Fiore, attrazione imperdibile per chi visita Firenze

 

La spettacolare cattedrale di Santa Maria del Fiore, ovvero il Duomo, è  tra i monumenti di Firenze assolutamente da inserire nel vostro itinerario per  visitare la città.
Iniziata nel 1296 da Arnolfo di Cambio, la sua costruzione è durata per quasi 150 anni. Con la strepitosa Cupola del Brunelleschi e l’elegantissimo Campanile di Giotto è una delle attrazioni da non perdere quando si viene a visitare Firenze.
Proprio per questo c’è sempre una coda infinita. Se volete saltarla e risparmiare tempo da dedicare alla visita, vi consigliamo di acquistare il biglietto on line.

2.Palazzo Vecchio

Tra i cinque monumenti di Firenze da non perdere c'è sicuramente Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio, tra le principali attrazioni di Firenze


Palazzo Vecchio
è uno dei monumenti di Firenze più maestosi e sede storica del governo fiorentino. Fatto edificare anch’esso da Arnolfo di Cambio tra il 1298 e il 1314, oggi, con la sua bellissima torre alta 94 metri, è tra le attrazioni di Firenze più visitate. E’ qui che è sono state girate diverse scene del film inferno, ispirato all’omonimo romanzo di Dan Brown. Acquistate il biglietto on line per  saltare la coda, specie se  il tempo a vostra disposizione per visitare Firenze è poco.

3.Gli Uffizi

Gli Uffizi di Firenze. Acquista il biglietto on line salta coda! Scopri qui come fare

La Galleria degli Uffizi, il più antico museo d’Europa

 

L’imperdibile Galleria degli Uffizi è il museo  più antico d’Europa e contiene una delle più grandi collezioni di pittura al mondo. Qui potete ammirare opere di Botticelli, Paolo Uccello, Michelangelo, Leonardo, Piero della Francesca e molti altri. Vi consigliamo di dedicare alla visita almeno due o tre ore e, visto che è tra le attrazioni di Firenze più gettonate, di procurarvi il biglietto on line salta coda. E’ in assoluto tra i luoghi da visitare a Firenze.

4.Galleria dell’Accademia

La Galleria dell'Accademia è tra i monumenti di Firenze più visitati

La Galleria dell’Accademia ospita il David di Michelangelo

 

Nel vostro itinerario per visitare Firenze  la Galleria dell’accademia è senz’altro una tappa obbligata. Questo museo ospita infatti al suo interno lo strepitoso David di Michelangelo, opere del Botticelli, di Taddeo Gaddi e una bella serie di icone russe.
La Galleria dell’Accademia è meta di un vero e proprio pellegrinaggio di devozione per vedere il capolavoro michelangiolesco e questo comporta code molto lunghe all’ingresso, evitabili con il biglietto on line.

 

5.La Basilica di Santa Croce

La Basilica di Santa Croce, tappa imperdibile dell'itinerario per visitare Firenze

La Basilica di Santa Croce, massima espressione del gotico italiano

 

Massima espressione del gotico italiano, la Basilica di Santa Croce è uno dei complessi architettonico-religiosi più importanti della storia dell’arte. Sicuramente tra i monumenti di Firenze che val la pena visitare, non deve mancare nella lista di cosa vedere a Firenze. La Basilica è anche una sorta di pantheon fiorentino. Contiene infatti, tra gli altri, il sepolcro di Michelangelo, la tomba di Galileo Galilei e di Ugo Foscolo, oltre ad un monumento a Dante Alighieri. Se decidete di visitare Firenze è un’attrazione sicuramente da non perdere. Procuratevi il biglietto on line per avere l’accesso prioritario senza coda.

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Museo del bargello – Lo scrigno della scultura toscana rinascimentale

Potete trovare il Museo del Bargello all’interno del Palazzo del Bargello, un maestoso edificio, conosciuto anche come Palazzo del Podestà, nel pieno centro storico di Firenze. Oggi è una delle attrazioni più visitate dai turisti, grazie alle opere d’arte che custodisce al suo interno. Vi consigliamo pertanto di procurarvi il biglietto on line per evitare la fila e risparmiare tempo da dedicare alla visita, che dovete preventivare di circa un’ora.
Si che siate a visitare Firenze in 3 giorni, sia che possiate dedicare alla città qualche giorno più  (o qualche giorno in meno), Il museo del Bargello può essere quindi un’ottima meta da inserire nell‘elenco di cosa vedere a Firenze. Non ve ne pentirete.

Iniziato nel 1254, il palazzo era originariamente la residenza del primo magistrato della città. Fu poi trasformato nella sede del capitano di giustizia o bargello (a partire dal 1574). per molto tempo ospitò anche le prigioni della città.
Oggi è sede del Museo del Bargello, la più ricca e completa collezione di scultura toscana rinascimentale d’Italia.
L’Ingresso è nel cortile da via Ghibellina. Girate a destra per arrivare alla biglietteria da cui si accede alla Sala dei Cinquecento, dove spiccano alcune tra le prime opere di Michelangelo (il Bacco ebbro, il busto del Bruto e il tondo della Madonna col bambino). Potrete ammirare anche il Ganimede e il Narciso di Benvenuto Cellini e il Mercurio alato del Gianbologna.

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Saliti al piano superiore vi troverete nel maestoso Salone del Consiglio Generale, dove in una nicchia al fondo, è collocato il famoso San Giorgio di Donatello. Nella sala è possibile ammirare due rappresentazioni di Donatello, una in marmo e uno splendido bronzo, straordinario anche perchè rappresenta il primo nudo virile realizzato dall’epoca classica.
Il secondo piano infine, ospita una collezione di bronzi tra i quali spiccano i due capolavori dell’Ercole e Anteo di Antonio Pollaiolo e il Ganimede sull’aquila di Benvenuto Cellini.

Orari

Martedì – domenica 8:15–17 ; chiuso il lunedì

 

Piazza della Signoria e la Loggia dei Lanzi

Piazza della Signoria con la sua Loggia dei Lanzi è, insieme a Piazza Duomo, una delle principali attrazioni comprese nei diversi itinerari per visitare Firenze. Qualunque sarà infatti il tempo che riuscirete a dedicare alla visita della città, Piazza della Signoria può senz’altro rappresentare, nella vostra lista di cosa vedere a Firenze, la prima voce.

Non andate via dal capoluogo toscano senza portarvi a casa scatti di questa splendida piazza e delle sue sculture, realizzate dai maggiori artisti del rinascimento fiorentino.

Piazza della Signoria

Da sempre fulcro della vita politica di Firenze e circondata da alcuni degli edifici più famosi della città, questa piazza è una galleria di sculture a cielo aperto.

Nel corso dei secoli, ogniqualvolta Firenze viveva uno dei suoi innumerevoli periodi di crisi politica, questo era il posto dove veniva convocata la gente per formare un parlamento che aveva il fine di approvare decisioni che spesso significavano la rovina per alcune famiglie al potere e la vittoria per altre. Su questa piazza si alternavano scene di grande fasto e scene di terribile sofferenze (è qui che il Savonarola , insieme a due sostenitori, venne arso nel 1498. a memoria di questo avvenimento oggi c’è una targa di bronzo). Accanto a Palazzo Vecchio, che si affaccia sulla piazza, si trova la grande Fontana del Nettuno (chiamata dai fiorentini il Biancone), realizzata da Bartolomeo Ammannati, sui cui bordi si trovano satiri e naiadi.

A fianco dell’entrata del palazzo ci sono copie del David (l’opera autentica si trova nella Galleria dell’Accademia) e del Marzocco, il leone araldico fiorentino di Donatello (l’originale la potete vedere al Museo del Bargello).

A destra di quest’ultimo c’è una copia del gruppo di bronzo di Giuditta e Oloferne, sempre di Donatello (quella vera e nella Sala dei Gigli all’interno del palazzo).

Verso il centro della piazza infine, si erge la statua equestre di Cosimo I de’ Medici, scolpita dal Giambologna tra il 1594 e il 1598.

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La Loggia dei Lanzi

Realizzata verso il finire del XIV secolo con l’intento di ospitare le assemblee del popolo e le cerimonie pubbliche, la loggia diventò invece una galleria di sculture. Il suo primo nome fu Loggia della Signoria o dell’Ocagna, dall’artista che ne aveva fatto il progetto. Prese poi il nome di Loggia dei Lanzi perchè Cosimo I di solito disponeva qui i suoi mercenari svizzeri (o lanzichenecchi) armati di ascia, per ricordare al popolo chi era al comando in città.

Sulla sinistra della scalinata è collocata la magnifica statua di bronzo di Benvenuto Cellini raffigurante il Perseo con in mano la testa di Medusa. A destra invece si trova il gruppo marmoreo del Ratto delle Sabine, ultima opera del Giambologna. All’interno della loggia è conservata un’altra statua di questo artista, ossia Ercole con il centauro Nasso, in cui il centauro sembra decisamente avere la peggio.
Ci sono poi statue di epoca romana Patroclo e Menelao e le sei figure di donna collocate sullo sfondo.
È invece un’opera ottocentesca il Ratto di Polissena realizzato dello scultore Pio Fedi(1865), che riprende lo stile del vicino Patroclo e Menelao